Maria Libera Xotta

Fra le sue carte conservava una poesia, una sola, non so di chi fosse,non so perché la tenesse e non so perché volle farvi delle correzioni di suo pugno.
Quello che mi colpì è che fu proprio così e poi nulla fu più come prima.
Io la riporto così come la volle lei.


Chinasti il capo tu come le viole
al tramontar di dolce primavera,
un passero frullò… pianse nel sole
e te n’andasti con le stelle a sera…

E mi lasciasti così senza dir nulla,
come se quel sonno fosse breve
e la tua mano poi m’accarezzasse
e l’occhio tuo ancora mi vedesse.

E te n’andasti così… tra l’ansimare
di quella calda estate che finiva,
un nulla mi dicesti e te n’andasti
nell’infinito che per te s’apriva…

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